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Dopo gli attacchi alla Tgr Valle d’Aosta, la vicinanza di Asva, Fnsi e Usigrai

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L’Associazione Stampa Valdostana esprime vicinanza ai colleghi della redazione della Tgr Valle d’Aosta che hanno denunciato con un comunicato un “clima di intimidazione” nei loro confronti.

Ribadendo l’impegno del sindacato unitario dei giornalisti valdostani a favore dell’indipendenza e dell’autonomia professionale che deve essere sempre orientata alla garanzia del pluralismo dell’informazione, l’Asva vigilerà con attenzione affinché i toni e i contenuti del confronto sull’informazione locale si sviluppi con equilibrio e rispetto dei giornalisti e della loro professionalità.

In particolare, appreso dell’organizzazione di un incontro promosso da un movimento politico rappresentato in Consiglio regionale dal titolo “Chi uccide il Tg3 VdA? E chi ha distrutto l’informazione politica Rai in Valle d’Aosta?” previsto per domani, venerdì 11 ottobre, e considerate le preoccupazioni dell’assemblea dei redattori della Tgr Valle d’Aosta, il sindacato dei giornalisti valdostani annuncia l’intenzione di seguire attentamente il dibattito sopracitato.

L’Asva ritiene arricchente ogni occasione di confronto, ma non potrà accettare eventuali attacchi pregiudiziali o indiscriminati né al lavoro dei colleghi né a qualsivoglia testata giornalistica e auspica che chiunque voglia discutere di libertà di informazione ricerchi modi e registri costruttivi di confronto.

Solidarietà da Franco Siddi e Vittorio Di Trapani

Piena solidarietà alla redazione della Tgr della Valle d’Aosta, oggetto di recente di pesanti attacchi da parte di diverse forze politiche.
Bene ha fatto l’Associazione Stampa Valdostana a esprimere vicinanza ai colleghi della redazione che hanno denunciato con un comunicato un “clima di intimidazione” nei loro confronti e preoccupazione in vista dell’incontro organizzato domani dal titolo “Chi uccide il Tg3 VdA”.
L’assenza di qualunque contraddittorio in rappresentanza delle giornaliste e dei giornalisti della Rai prefigura il serio rischio di attacchi indiscriminati e non un sano confronto.
Stupisce che si presti a questa iniziativa il presidente della commissione di vigilanza, che dovrebbe invece essere figura di garanzia istituzionale anche a tutela dell’autonomia della Rai.
In stretto raccordo con l’Asva, saremo al fianco della redazione in difesa della propria indipendenza.

Franco Siddi, segretario generale della Fnsi
Vittorio di Trapani, segretario nazionale dell’Usigrai

Il documento della redazione della Rai di Aosta

In seguito ai recenti attacchi, da quello dell’onorevole Renato Brunetta secondo cui «il Tgr valdostano è un pessimo attore della democrazia», ai numerosi interventi delle forze politiche locali in Consiglio regionale, sino all’incontro promosso dal Movimento 5 Stelle per analizzare le «scelte redazionali molto discutibili», l’assemblea di redazione della Tgr Valle d’Aosta ha votato all’unanimità il seguente documento:

Consapevoli di aver sempre garantito il pluralismo dell’informazione, i giornalisti della Tgr Valle d’Aosta, rivendicano con forza la propria autonomia. Partiti politici, associazioni, movimenti, tutti hanno sempre trovato spazio all’interno del telegiornale regionale della Rai.
Le critiche sono uno stimolo a far meglio e ad interrogarsi sugli errori, diversa cosa, però, sono gli attacchi e le pressioni di cui la redazione è stata oggetto negli ultimi mesi.
L’assemblea di redazione ritiene queste ingerenze intollerabili e gravemente lesive della dignità e della libertà dell’esercizio della professione giornalistica.
È un malinteso concetto di servizio pubblico quello di ritenere che un Tg Rai debba essere lo spazio che istituzioni, partiti, forze politiche, movimenti di ogni provenienza considerino di diritto come proprio.
Al di fuori dei periodi elettorali, in cui la par condicio impone tempi e spazi strettamente contingentati alla presenza degli esponenti di tutte le forze politiche, i giornalisti sono vincolati dagli obblighi deontologici di obiettività e di rispetto del pluralismo, obblighi che però non limitano il diritto/dovere di compiere quelle scelte informative di cui si sostanzia la professione giornalistica, in quanto funzione di intermediazione tra i fatti e i cittadini.
L’assemblea di redazione, pertanto, denuncia questo clima di intimidazione a difesa della propria indipendenza.