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Alessandro Mano è il nuovo presidente dell'Asva. Francesca Jaccod e Sara Sergi vicepresidenti

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Il nuovo direttivo dell'Asva

L’Associazione Stampa Valdostana riparte. Dopo le elezioni anticipate di domenica 20 e lunedì 21 novembre, il direttivo si è riunito per la prima volta venerdì 2 dicembre. Alessandro Mano è il nuovo presidente dell’associazione, sindacato unico e unitario dei giornalisti valdostani. Collaboratore dell’agenzia Dire e del quotidiano La Stampa, 39 anni, Mano è stato tesoriere nell’ultimo mandato e negli ultimi due ha rappresentato i precari e i freelance negli organismi nazionali della Fnsi. Lo ha eletto il direttivo, convocato per assegnare al suo interno le diverse cariche. Mano succede a Daniele Mammoliti, al vertice dell’Asva negli ultimi tre anni e mezzo.

Il nuovo presidente sarà affiancato da due donne nel ruolo di vice: per i professionali, è stata eletta vicepresidente Francesca Jaccod (Tgr Rai della Valle d’Aosta); per i collaboratori è stata votata Sara Sergi (La Stampa e agenzia Ansa). Thomas Piccot (Gazzetta Matin), è stato eletto per l’incarico di tesoriere. Tutte e quattro le cariche sono state assegnate all’unanimità.

Il consiglio direttivo – formato da sette professionali e due collaboratori – è completato dai professionali François Domaine (Aostasera.it), Benoît Girod (ufficio stampa della Regione autonoma Valle d’Aosta), Martina Praz (agenzia Dire) e Luca Ventrice (Aostasera.it); per i collaboratori, Luisa Aureli (La Stampa).

Alessandro Mano

«Attraversiamo un periodo difficile per l’editoria e per il mestiere di giornalista in particolare. Rappresentare l’Asva è un impegno complesso – spiega il neo presidente Mano – e ho accettato di farlo soltanto perché so di poter contare su un direttivo compatto, composto da persone che lavorano ogni giorno nei diversi settori del giornalismo e che possono essere sentinelle dei problemi del lavoro e delle istanze dei colleghi». Le elezioni hanno portato un forte rinnovamento: l’età media del direttivo è di 40 anni, contro i 48 di quello precedente al momento dell’insediamento. «Ringrazio il mio predecessore Mammoliti: anni fa è stato lui a coinvolgermi nel sindacato, forse senza di lui non farei questo mestiere. Ringrazio anche il direttivo uscente, che nonostante le difficoltà è riuscito a portare la barca in porto. Ora cercheremo di rilanciare alcuni temi, fermi o dimenticati: penso al contrasto al precariato, al contratto per gli uffici stampa pubblici, alla difesa del giornalismo in collaborazione con gli altri enti di categoria».