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Coronavirus, ecco il sostegno di 600 euro per i freelance. Domande all’Inpgi 2, ad aprile

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I ministri del Lavoro e dell’Economia hanno firmato il decreto che fissa le modalità di attribuzione del “fondo di ultima istanza” istituito con il decreto “Cura Italia”. Il bonus di 600 euro potrà sommarsi alle altre iniziative dell’Inpgi 2. Va richiesto all’Istituto previdenziale da mercoledì 1° a giovedì 30 aprile.

Anche professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle casse di previdenza private – compresi i giornalisti lavoratori autonomi della gestione separata dell’Inpgi – potranno avere un indennizzo, una tantum ed esentasse, di 600 euro per il mese di marzo. Sabato 28 marzo, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto interministeriale che fissa le modalità di attribuzione del “fondo per il reddito di ultima istanza” per chi ha subito danni all’attività dall’epidemia di nuovo coronavirus. Il fondo era stato istituito con il decreto legge “Cura Italia”.

La ministra Catalfo ha già anticipato che «si tratta di un primo intervento per fronteggiare immediatamente la situazione di emergenza», ribadendo che «siamo già al lavoro sulle nuove misure per il decreto di aprile, dove l’obiettivo è di prevedere, per queste categorie di lavoratori, un indennizzo di importo superiore».

Come richiedere il bonus

Per i giornalisti liberi professionisti, il bonus va richiesto da mercoledì 1° aprile a giovedì 30 aprile, inviando all’Inpgi 2 il modulo che trovate a fondo pagina. Le richieste inviate prima saranno cestinate. La domanda contiene l’autocertificazione del lavoratore interessato sui redditi percepiti nel 2018 e le coordinate bancarie o postali per l’accredito dell’importo; va allegata copia di un documento di identità valido e del codice fiscale. L’erogazione avverrà in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, fino all’esaurimento dei 200 milioni stanziati dal governo; una volta terminata la disponibilità economica, le domande saranno ricevute “con riserva” e accolte solo qualora il fondo sia rifinanziato nei prossimi mesi.

L’indennità sarà corrisposta a condizione che il soggetto richiedente abbia adempiuto agli obblighi contributivi previsti per il 2019.

Chi sono i beneficiari

  • i lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito non superiore a 35 mila euro, la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19;
  • i lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito compreso tra 35 mila e 50 mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività in conseguenza dell’emergenza epidemiologica. In questo caso, per cessazione dell’attività si intende la chiusura della partita Iva nel periodo compreso tra domenica 23 febbraio e martedì 31 marzo 2020; per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, si intende una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito, calcolato confrontando quello del primo trimestre 2020 (gennaio-marzo), rispetto al reddito dello stesso trimestre 2019. Fa fede l’incasso, non la competenza delle spettanze.

Per i giornalisti che hanno i requisiti, il bonus potrà sommarsi alle misure di sostegno deliberate dal comitato amministratore della gestione separata dell’Inpgi, che trovate nel capitolo seguente. Per accedere al bonus non bisogna essere titolari di pensione o di altro reddito. Il bonus di 600 euro non è cumulabile con altri benefici previsti dal decreto “Cura Italia”, come la cassa integrazione o l’analogo bonus di 600 euro per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Qui potete trovare il modulo (sul sito dell’Inpgi) per presentare domanda per il bonus da 600 euro.
Qui, la notizia approfondita sul sito dell’Inpgi.

Il sostegno dell’Inpgi 2 agli autonomi

L’obiettivo del comitato di gestione dell’Inpgi 2? «Ampliare ed estendere al maggior numero di iscritti le misure economiche compensative per lo stato di difficoltà determinato dall’emergenza in atto». Per questo, venerdì 27 marzo ha varato un sostegno di 42 milioni di euro tramite un bonus una tantum di 500 euro, riservato a chi non abbia avuto accesso al profilo W-In della Casagit. La presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, spiega che «nelle prossime settimane valuteremo eventuali ulteriori misure che possano rispondere alle esigenze dei colleghi in difficoltà».

Le misure prese sono quattro:

  • Congedi parentali. È stata estesa anche ai giornalisti iscritti alla gestione separata la facoltà di usufruire di un numero di giornate di permesso per congedo parentale, fino ad un massimo di 15, per le quali è prevista l’erogazione di un’indennità economica. Il beneficio è riservato agli iscritti con figli fino a 12 anni, o di età superiore se disabili. Il provvedimento acquisirà efficacia operativa non appena interverrà la relativa approvazione ad opera dei ministeri vigilanti.
  • Slittano i contributi minimi. Chi, nel 2019, ha conseguito un reddito esclusivamente da lavoro autonomo non superiore a 30 mila euro, potrà versare il contributo minimo 2020 anche dopo la scadenza del 31 luglio senza sanzioni; sono possibili rateizzazioni.
  • Una tantum di 500 euro. È destinato agli iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inpgi che, nell’ultimo triennio, abbiano conseguito un reddito medio compreso tra 2.100 e 30 mila euro e che abbiano registrato, nel trimestre marzo-maggio 2020, un calo dei compensi di almeno il 33 per cento rispetto a quelli conseguiti nell’ultimo trimestre (ottobre-dicembre) del 2019. La misura, coperta con i residui dello stanziamento per l’attuazione del programma di assistenza sanitaria integrativa avviato in collaborazione con la Casagit, è destinata solo ai colleghi che non siano iscritti al nuovo profilo W-In. Le domande andranno presentate al termine del trimestre marzo-maggio.
  • Prestito a tasso zero e rateizzazioni. Gli iscritti alla gestione separata che, a causa dell’emergenza, abbiano visto ridotti i propri compensi nel trimestre marzo-maggio 2020 in misura almeno pari al 33 per cento rispetto ai compensi percepiti nel trimestre ottobre-dicembre 2019, potranno richiedere un prestito, a tasso zero, con piano di rateizzo fino a 36 mesi, per un importo variabile (tra i 2 mila e i 25 mila euro) in funzione dell’entità della riduzione del volume dei compensi e dell’anzianità contributiva. Chi ha già sottoscritto un finanziamento erogato dalla gestione separata dell’Istituto potranno, autocertificando la situazione di difficoltà, ottenere la sospensione fino ad un massimo di 12 mesi e senza sgravio di interessi, del pagamento delle rate dovute.

Qui trovate il dettaglio delle misure varate dal comitato dell’Inpgi 2.

Lorusso: «Soddisfatti delle misure del governo, continuiamo il dialogo»

Soddisfatto Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana: «Lo stanziamento del bonus per il sostegno al reddito dei professionisti autonomi e precari iscritti agli istituti previdenziali privati è un importante segnale di attenzione nei confronti di lavoratori privi di adeguati strumenti di tutela. I limiti di reddito fissati per accedere al contributo di 600 euro permetteranno di soddisfare una platea ampia di giornalisti».

«Come auspicato dalla Fnsi, il contributo statale sarà erogato attraverso l’Inpgi e le altre casse professionali – aggiunge Lorusso – e, aspetto non secondario, per un numero significativo di giornalisti andrà a sommarsi alle misure di sostegno già deliberate dall’Inpgi. È un risultato importante per il cui raggiungimento è stato fondamentale il confronto costante fra la Fnsi e il governo».

Il confronto, conclude Lorusso, «continuerà per far sì che al comparto dell’informazione, ai giornalisti e a tutti gli addetti, che stanno dimostrando di svolgere con professionalità, spirito di sacrificio e abnegazione il ruolo di servizio pubblico essenziale, vengano assicurate anche nelle settimane a venire misure di sostegno adeguate per continuare a fornire ai cittadini gli strumenti di conoscenza necessari per affrontare la difficile emergenza che vivono il Paese e il mondo».