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Elezioni Inpgi: gli interventi dei due candidati Enrico Romagnoli e Antonio Mannello

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In vista delle elezioni per il rinnovo degli organismi amministrativi dell’Inpgi, l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, che si svolgeranno con modalità tradizionale e voto telematico tra il 5 e il 10 febbraio prossimi (per maggiori informazioni consultare il sito www.inpgi.it) l’Associazione Stampa Valdostana pubblica gli interventi dei due candidati valdostani, Enrico Romagnoli e Antonio Mannello.

L’intervento di Enrico Romagnoli

Quando alcuni colleghi mi hanno chiesto di candidarmi per il Consiglio generale dell’Inpgi ho aderito volentieri. Da giornalista, ho avuto esperienze in diverse testate qualcuna conclusa in conflitto con gli editori (in due casi sfociati in vertenze giuridiche). Da dipendente ho versato contributi all’Inps, all’Enpals e all’Inpgi 2, istituto che per molti colleghi non ha contorni ben definiti e sembra un’entità distante dalla realtà delle collaborazioni.
Con la miriade di pratiche evase all’Ordine, gestite con la collaborazione delle nostre due segretarie, Cinzia e Francesca, a cui va la mia di riconoscenza, ho preso confidenza con la complessità della previdenza per i giornalisti. Personalmente sono stato escluso per pochi giorni dal trattamento nel periodo di disoccupazione e ho versato all’erario anche le sanzioni per quanto non corrisposto dagli editori all’atto della liquidazione. A mie spese ho quindi maturato una certa esperienza. Ho pensato che potesse essere utile metterla a disposizione di tutti, in particolar modo dei più giovani e meno esperti per i quali il trattamento pensionistico è ancora molto lontano e soggetto a chissà quali e quante riforme in futuro.
Mi è stato chiesto di scrivere su queste colonne il mio programma di candidato.
Correndo il rischio di banalizzare, penso che il punto più importante (e a cui va dedicato gran parte del tempo e dell’impegno) sia svolgere un ruolo di servizio a favore dei colleghi: il semplice “travet” che si occupa di controllare la pratica di Tizio, dare spiegazioni a Caio, sollecitare Sempronio nel suo interesse. Per questo mi dichiaro fin d’ora disponibile a stabilire un appuntamento periodico per verificare anche le singole posizioni. Il resto, ma è la parte meno significativa, occorre destinarlo a documentarsi per vederci chiaro, a sensibilizzare la categoria affinché difenda con le unghie e con i denti i suoi istituti dagli attacchi delle parti politiche, degli editori e dalla superficialità e dall’indifferenza che sono i nostri principali nemici.
Non solo la lotta al precariato, la tutela della dignità professionale, ma anche il trattamento sanitario e previdenziale, sono le fondamenta della nostra professione. Per questo esorto ognuno a partecipare, nel rispetto delle differenti opinioni, sia al voto, sia alla vita associativa dei nostri istituti, evitando di trascurare quelli che all’inizio della carriera possono sembrare solo aspetti marginali e accessori, ma che probabilmente si riveleranno determinanti in tutta la loro complessità per la nostra serenità e quella delle nostre famiglie.

L’intervento di Antonio Mannello

A febbraio, come saprete, si vota dal 5 al 10 per eleggere i nuovi organi amministrativi del nostro istituto di previdenza, l’Inpgi. Ho deciso di candidarmi. È la prima volta che scelgo d’impegnarmi in un organismo rappresentativo della nostra categoria. Ci metto buona volontà, una dose d’umiltà, che serve ad ogni principiante, e l’impegno necessario a digerire la complessa e complicata materia previdenziale, dove pullulano le disposizioni normative.
Come saprete il collega e amico Ezio Bérard lascia. Tocca ad altri darsi da fare. Mi sono detto: perché no? Ha influito sulla decisione anche il fatto che giovani e meno giovani da un lato e pensione, dall’altro, non sono mai stati così distanti come in questo periodo. Con la riforma previdenziale approvata, cambiano i criteri del calcolo pensionistico e si verifica il graduale aumento dell’età anagrafica necessaria per accedere alla pensione di anzianità.
Ma Inpgi non vuol dire solo pensioni. L’istituto si occupa anche di ammortizzatori sociali, assegno di cassintegrazione, indennità di disoccupazione, prepensionamenti, contributi figurativi, Tfr, solo per citare alcuni esempi. Tuttavia i rapidi cambiamenti del mercato del lavoro rischiano di fare della nostra pensione un bel miraggio, un desiderio proibito e non più un diritto garantito. Dicono sia bene provvedere subito. Versare contributi volontari, ad esempio, è considerato un gesto “previdente”. Ma non tutti possono permetterselo. Sono pochi i colleghi iscritti alla previdenza complementare, un lusso per tanti altri. Il trattamento di disoccupazione è invece, sfortunatamente, strumento più noto dato lo stato di precarietà sempre più diffuso. Altre problematiche interessano in vario modo, ad esempio, il mondo dei free lance, il cumulo pensioni, i prepensionamenti, la concessione di mutui e prestiti.
Insomma il panorama è variegato. E la legislazione non sempre chiara a tutti. Sui liberi professionisti l’istituto ha dato disponibilità a farsi carico di un minor introito di oltre 32 milioni di euro, relativi a contributi e sanzioni, per favorire la stabilizzazione di giornalisti co.co.co. o parasubordinati e garantire loro l’applicazione della figura e del contratto del giornalista subordinato, come avrebbe dovuto essere sin dall’inizio. L’Inpgi, ancora una volta, si conferma non solo ente che eroga pensioni e prepensionamenti.
Tra le diverse sue attività un’altra riguarda la vigilanza e il controllo sull’applicazione del contratto giornalistico. Argomento delicato, sono ormai trascorsi quasi 1.100 giorni dalla scadenza del contratto di lavoro. E rafforzare i servizi ispettivi e di controllo serve alla tutela delle posizioni più deboli. L’Inpgi gioca anche un ruolo e un’attività importante di consulenza e di rapporti stretti col sindacato dei giornalisti, la Fnsi, con cui è fondamentale far gioco di squadra per una “buona azione di previdenza”. Altro settore da non trascurare è quello del patrimonio immobiliare, dei mutui e prestiti, dove la politica svolta è basata sull’aiuto a chi è in difficoltà. Insomma Inpgi vuol dire tante cose. Tra queste, sono ispirate alla solidarietà anche le iniziative per favorire la ricollocazione o l’assunzione di colleghi mandati via e poi riassunti a costi minori come collaboratori da alcune aziende con pochi scrupoli.
Insomma c’è tanto da fare. E mi piacerebbe essere coinvolto. Assieme a me si candida un altro collega, che sono certo metterà uguale impegno. Se votate per me sono contento, se votate per lui lo stesso anche se un po’ meno. L’importante è che votiate perché l’Inpgi è un istituto troppo importante per il futuro della nostra categoria e bisogna dimostrare che lo sosteniamo.
Grazie a tutti.