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L'Asva aderisce alle giornate di sciopero per il contratto, da qui a dicembre

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Cari colleghi,
ieri gli Stati generali del sindacato dei giornalisti hanno dato mandato alla giunta della Federazione nazionale della stampa italiana di proclamare da qui a dicembre altri sei giorni di sciopero, oltre a quello già fatto in primavera. Il Consiglio nazionale della Fnsi, la conferenza nazionale dei comitati di redazione, le commissioni contratti Fieg, Aeranti-Corallo (emittenza locale) e Legge 150 (uffici stampa enti pubblici), i presidenti di Ordine dei giornalisti, Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza complementare, assieme ai rappresentanti dei consigli direttivi di tutte le Associazioni regionali di stampa, hanno votato all’unanimità il documento che impegna la giunta della Fnsi a fissare nei modi ritenuti più opportuni le giornate di astensione dal lavoro di tutta la categoria.

Lo richiede la situazione attuale del mondo del lavoro giornalistico: le trattative per i rinnovi dei contratti collettivi Fieg e Aeranti-Corallo sono bloccate; le proposte di modifiche da parte degli editori sono provocatorie e inaccettabili; il confronto per imbastire il primo contratto di categoria previsto dalla legge 150 del 2000 deve ancora cominciare e non certo per colpa della Fnsi. E a questi motivi si aggiungono tutti gli altri problemi e conflitti che stanno interessando i giornalisti italiani.

È per questo che l’Associazione Stampa Valdostana lancia un appello forte a tutti i colleghi ad aderire a questi scioperi. Far finta di niente, mettersi di riposo o in ferie o, peggio ancora, non partecipare del tutto all’astensione al lavoro significa non avere a cuore gli interessi e il futuro di tutta la categoria, dei giornalisti professionali e collaboratori, contrattualizzati, disoccupati, precari, pensionati, freelance, dei giornalisti che lavorano nell’emittenza nazionale e locale, nei quotidiani e periodici nazionali e locali, negli uffici stampa pubblici e privati, nelle testate online. Perché la protesta imbastita dalla Fnsi non ha soltanto lo scopo di contrastare i tentativi degli editori di destrutturare il contratto nazionale di lavoro, ma ha l’obiettivo di difendere tutta la categoria dagli attacchi che stanno arrivando da più fronti. Perché non va dimenticato che dei diritti e delle tutele sanciti nel tempo dai contratti collettivi di lavoro ne godono e ne potranno godere tutti i giornalisti italiani.