Dopo le manifestazioni di piazza per le due precedenti giornate di sciopero, per la terza giornata di astensione dal lavoro dei giornalisti, l’Asva ha organizzato una seduta del direttivo, aperta a tutti gli iscritti. I giornalisti chiedono il rinnovo del contratto, scaduto da 10 anni, in un periodo in cui il costo della vita è cresciuto di circa il 20 per cento. «Gli editori non hanno dato segnali di voler tornare al tavolo dopo due giornate di sciopero che hanno avuto un’adesione quasi totale – ha detto il presidente dell’Asva, Alessandro Mano – e speriamo lo facciano dopo questa terza giornata di sciopero». Le notizie si sono fermate per la terza volta: non i fatti, ma nessuno li ha raccontati. «Dopo due eventi pubblici abbiamo scelto di incontrarci nella nostra sede. Il sindacato ha dimostrato di esserci e di avere un ruolo fondamentale» ha aggiunto il presidente.

Al direttivo è intervenuto anche Pierfrancesco Pontecorvo, componente del coordinamento dei comitati di redazione della Tgr: «Gli editori sono usciti allo scoperto, definendo in una nota “privilegi” i nostri diritti. Noi chiediamo da anni una modernizzazione del contratto per inserire figure nuove, per introdurre le novità tecnologiche. La risposta degli editori è stata di una riduzione dei costi, con un contratto d’ingresso che svilisce la dignità dei colleghi più giovani». Pontecorvo ha anche parlato della necessità di un piano industriale per l’informazione della Rai, richiesto da tempo e per il quale non ci sono prospettive positive.
Il racconto dello sciopero e del presidio del 28 novembre 2025.
Il presidio del 27 marzo per lo sciopero e in solidarietà alla redazione della Stampa.








