Voci sempre più inquietanti, nessuna garanzia sull’occupazione, totale silenzio sui collaboratori. L’Associazione Stampa Valdostana è vicina ai colleghi del quotidiano La Stampa oggi in sciopero. In mattinata, a Torino, davanti al Comune si è tenuto un presidio organizzato dal cdr con l’Associazione Stampa Subalpina. Ormai da mesi, il quotidiano di via Lugaro – unico ad avere una redazione e un’edizione in Valle d’Aosta – è in vendita, ma la proprietà del gruppo Gedi si sta muovendo in modo perlomeno opaco, senza dare alcuna garanzia né mettere in competizione i partner interessati e anzi, spingendo verso una trattativa al ribasso.
La Federazione nazionale della stampa italiana scrive: «La Stampa merita di più di un futuro incerto, così come lo merita Repubblica. Sono le due testate (insieme con online e radio) di cui Gedi sta frettolosamente cercando di disfarsi, credendo di aver individuato acquirenti compiacenti. In realtà le due diligence in corso stanno raccontando vicende diverse, di società che cercano l’affare e non la seria acquisizione di un patrimonio di inestimabile valore per l’informazione e la democrazia di questo Paese».
Per questo, la «Fnsi è al fianco dei colleghi della Stampa che oggi, con grande coraggio, hanno deciso di scioperare: troppe voci e troppe indebite pressioni, anche sui colleghi, si stanno rincorrendo in queste ore. Spiace vedere che la rete industriale piemontese non sia stata in grado di esprimere la dovuta attenzione per l’acquisto della Stampa; spiace sapere che altri acquirenti non siano stati presi in considerazione da John Elkann; e infine preoccupa sapere che La Stampa possa essere venduta a rate, come una macchina senza valore. Per questo la Fnsi è al fianco dei colleghi del giornale di Torino e lo sarà in ogni fase di questo delicato momento».
I collaboratori: «Senza di noi il giornale non può uscire, chiediamo dignità»
«Anche noi siamo La Stampa». Lo scrive il gruppo dei collaboratori del quotidiano piemontese, che puntualizza: «Da anni contribuiamo in modo determinante all’uscita quotidiana del giornale: garantiamo copertura, qualità e continuità editoriale. Lo facciamo spesso in condizioni di precarietà, con contratti rinnovati di anno in anno, talvolta senza adeguate tutele. Eppure lo facciamo con passione, con serietà, con la consapevolezza di lavorare per una testata che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito “pilastro della democrazia”. Parole che sentiamo nostre, e che oggi risuonano con ancora più forza».
Anche i collaboratori chiedono chiarezza. «Chiediamo di sapere chi acquisterà questo giornale, quale progetto editoriale ha in mente, quali garanzie offrirà sui livelli occupazionali. E chiediamo che in questo confronto vengano considerati anche i collaboratori: non una variabile, non un costo da tagliare, ma parte integrante della comunità redazionale che ogni giorno rende possibile La Stampa. Il nostro obiettivo è semplice: lavorare con dignità, contribuire alla crescita di un giornale in cui crediamo, sapere che il nostro impegno ha un futuro. Non è troppo chiedere. Siamo al fianco del cdr, delle rsu e di tutti i colleghi e le colleghe in sciopero oggi. La Stampa non è una merce qualunque: lo sappiamo bene noi che, spesso nell’ombra, la costruiamo ogni giorno».








