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Fnsi: «L’ostilità della Fipeg al contratto dei giornalisti non è priva di conseguenze»

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La Federazione nazionale della stampa italiana, insieme con l’Associazione Stampa Subalpina e l’Associazione Stampa Valdostana, rileva con rammarico che la Fipeg, Federazione della piccola editoria subalpina, ha imboccato la strada della rottura definitiva verso il contratto dei giornalisti. Non potrà cambiare i contratti in essere, ma la scelta di puntare verso contratti non giornalistici è un atto di grave ostilità nei confronti dei giornalisti e delle loro organizzazioni, che non potrà rimanere priva di conseguenze.

D’ora in poi il sindacato dei giornalisti con tutti i suoi strumenti a disposizione sarà costretto ad adottare analogo atteggiamento, senza sconti, nei confronti di una controparte, con la quale aveva intrattenuto un rapporto anche contrattuale di attenzione speciale. Ogni determinazione contraria all’applicazione del contratto giornalistico dovrà essere opportunamente considerata, per il suo significato anche dalle amministrazioni pubbliche dalle quali la Fipeg e le sue aziende si attendono contributi.

Il sindacato dei giornalisti, nella sua totalità, ritiene che nessun ente pubblico debba erogare contributi a chi non rispetta i contratti di lavoro di categoria. E in Italia, piaccia o non piaccia alla Fipeg, i contratti rappresentativi dei giornalisti li stipula la Fnsi, organismo sindacale unico e unitario rappresentativo di tutti i giornalisti italiani. Altri contratti, di altre entità e con altri organismi, sono surrogati, non rappresentano la professione né il lavoro qualificato, non sono giuridicamente validi nei confronti dei giornalisti. Ogni azione di rigore verrà messa in atto.

La Federazione della stampa, con le Associazioni regionali del Piemonte e della Valle d’Aosta, non ha mai rinunciato a considerare lo specifico valore della stampa locale delle due regioni. Lo è ancora. Ma non accetterà mai senza reagire adeguatamente che operazioni di mascheramento organizzativo, come quello che tenta la Fipeg, passino senza conseguenze sulla pelle dei giornalisti e dei lavoratori, considerati mero fattore di produzione che deve piegarsi a spregiudicate riduzioni di stipendio e di mutamento di funzioni.

Questa nota viene inviata anche al dipartimento Editoria presso la presidenza del Consiglio dei ministri, alle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, all’Inpgi e alla Casagit perché lo sviluppo della situazione nei giornali Fipeg venga attentamente monitorata.