Home In evidenza Alessandra Costante all'assemblea dell'Asva: «Un giornalista interinale? Sarebbe una bestialità»

Alessandra Costante all'assemblea dell'Asva: «Un giornalista interinale? Sarebbe una bestialità»

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Il tesoriere Piccot, il presidente Mano, la segretaria Fnsi Costante e la vicepresidente Sergi

Prima l’incontro con il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, e con l’assessore agli Affari europei, Luciano Caveri, giornalista e primo presidente dell’Asva. Poi, la partecipazione all’assemblea annuale dell’Associazione Stampa Valdostana. Ieri, la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, è stata ad Aosta per due appuntamenti. Al Palazzo regionale, Costante ha rivolto un ringraziamento a Testolin. «Ho ringraziato il presidente per la sensibilità che ha verso i giornalisti» ha detto Costante. È in dirittura d’arrivo il nuovo contratto regionale per gli uffici stampa del comparto unico, per il quale l’Asva e la Fnsi stanno lavorando ad alcune osservazioni, prima della firma dell’accordo con l’amministrazione regionale valdostana e i sindacati confederali. «Per un’amministrazione regionale sarebbe più semplice procedere con dei contratti a tempo determinato, facendo e disfacendo l’ufficio stampa, anziché procedere con un concorso – ha aggiunto la segretaria della Fnsi -. Stiamo lavorando sulla limatura dei dettagli per il nuovo contratto. Credo che l’approvazione di una legge e poi di un contratto siano un segno di attenzione nei confronti di una categoria che negli uffici stampa troverà almeno parte del suo futuro».

Se Costante ha espresso parole di apprezzamento per il contratto degli uffici stampa pubblici, non ha usato mezzi termini su un’altra novità, venuta alla luce da poco e per la quale l’Asva ha già chiesto un incontro per avere chiarimenti. L’azienda Usl della Valle d’Aosta ha individuato nella sua pianta organica, per il prossimo anno, la figura del giornalista pubblico con contratto di somministrazione. Costante ha definito la possibile applicazione di un contratto interinale una «bestialità grande: come si fa a fare un contratto di somministrazione di lavoro per un giornalista? L’azienda sanitaria può utilizzare una partita Iva, un co.co.co che è spesso abusato, un contratto a termine. Mi chiedo perché non possa fare un concorso per assumere un giornalista». Sul tema, la segretaria generale ha concluso: «Non si può buttare via la professionalità di una categoria in questa maniera. La categoria deve intervenire unita per chiedere dignità, bisogna superare gli egoismi personali».

Toccando temi nazionali, Costante ha spiegato: «Le associazioni di stampa medie e piccole sono il fulcro della nostra organizzazione federale, perché è qui che l’assistenza agli iscritti resta la principale occupazione, lontano dalle divisioni delle componenti e delle polemiche politiche. La Fnsi è impegnata a sostenere tutte le associazioni territoriali. Il passaggio dall’Inpgi all’Inps è stato traumatico, anche dal punto di vista economico per la Fnsi e il sistema delle 20 Assostampa. Per questo, bisogna operare dei risparmi: la Fnsi, dopo 52 anni, lascerà la sede di corso Vittorio, a Roma, per spostarsi in una sede dai costi meno onerosi. Ogni risparmio sarà reinvestito a favore dei colleghi, compresa l’assistenza, anche legale, alle associazioni regionali attraverso i nostri avvocati: personale specializzato, altamente formato, che si occupa esclusivamente di giornalisti».

Costante ha parlato di precariato e dell’impegno della Fnsi per l’attuazione dell’equo compenso; del «lavoro povero» giornalistico come «un altro dei grandi “bavagli” della stampa italiana e uno dei motivi per i quali, lo scorso anno, l’Italia era scivolata in 59ª posizione nell’indice di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa nel mondo». Dell’abolizione del carcere per i giornalisti condannati per diffamazione e mezzo stampa, sulle quali le proposte dei partiti prevedono «sanzioni così elevate da intimorire comunque qualsiasi lavoratore, a maggior ragione autonomo». Secondo la segretaria, sarebbe sufficiente inserire la possibilità di condannare a pagare una pena pecuniaria di almeno il 50 per cento – rispetto a quanto richiesto dal querelante – al giornalista in caso di assoluzione o archiviazione.

Il tesoriere Piccot, il presidente Mano, la segretaria Fnsi Costante e la vicepresidente Sergi

Nella sua relazione in assemblea, il presidente dell’Asva, Alessandro Mano, ha parlato di un’associazione «in fase di trasformazione, come tutta la categoria e tutte le altre Assostampa. Nel tempo bisognerà abituarsi a lavorare in modo diverso, potendo contare su risorse inferiori per svolgere l’attività, su una sola dipendente in segreteria e, con ogni probabilità, su una sede più piccola rispetto a quella attuale». Il presidente Mano ha richiamato gli enti di categoria all’unità e a un comune lavoro per superare assieme le difficoltà: «Chiedo unità a tutti, e se gli altri enti di categoria, Ordine compreso, cercheranno supporto possono essere certi che in noi troveranno sponda».

Sui temi caldi che riguardano la professione, Mano ha segnalato la presenza di un abusivismo ormai dilagante anche in Valle: «La disponibilità dell’Asva a collaborare con l’Ordine su questo tema è massima. Vediamo ogni giorno “editori pirata” che fanno i giornalisti pur non essendo iscritti all’Ordine, vediamo iscritti all’Ordine che lavorano per testate non registrate in tribunale, vediamo giovani collaboratori ai quali gli editori consigliano di non iscriversi all’Ordine perché costerebbero di più. Agli editori vanno chieste tutele e contratti, ma questo è possibile solamente se gli organi della categoria resteranno uniti e affronteranno insieme casi come questi». Sul tema del giornalista pubblico interinale, l’Asva ha chiesto la scorsa settimana un incontro urgente con l’Usl: «Auspichiamo si possa chiarire la situazione» ha spiegato Mano. Sul contratto per gli uffici stampa pubblici, la trattativa avviata lo scorso anno – e poi interrotta per la crisi della giunta regionale – dovrebbe chiudersi prima dell’estate.

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