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	<title>agenzie di stampa &#8211; ASVA</title>
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		<title>Giornalisti dell&#039;agenzia Dire in sciopero contro i licenziamenti, la solidarietà dell&#039;Asva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 16:56:12 +0000</pubDate>
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L'Associazione Stampa Valdostana si associa alla Federazione nazionale della stampa italiana, esprimendo solidarietà e vicinanza ai giornalisti e ai grafici dell'agenzia Dire, per la]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Associazione Stampa Valdostana si associa alla Federazione nazionale della stampa italiana, esprimendo solidarietà e vicinanza ai giornalisti e ai grafici dell&#8217;agenzia Dire, per la quale è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo. I giornalisti saranno in sciopero per l&#8217;intera giornata di mercoledì 26 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questa procedura ha il sapore di un inaccettabile ricatto occupazionale che colpisce una redazione che con grande spirito di abnegazione da anni sta sopportando anche il peso di contratti di solidarietà e di retribuzioni a singhiozzo» scrive in una nota la Fnsi. «Il sindacato continuerà ad affiancare i giornalisti nella loro lotta e chiede all&#8217;editore Stefano Valore di ritirare subito i licenziamenti» aggiunge la Federazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, l&#8217;assemblea dei redattori della Dire ha deciso per lo sciopero immediato. Nella giornata di lunedì 24 settembre è stata avviata da parte dell&#8217;azienda una procedura di licenziamento collettivo che, a pochi giorni dalla partenza del nuovo decreto di Palazzo Chigi sulle agenzie di stampa, prevede un piano di 28 esuberi, di cui 15 giornalisti e 13 grafici. «La procedura arriva dopo quasi due anni di contratto di solidarietà in cui i giornalisti hanno sacrificato una cospicua parte del loro stipendio per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Sacrifici resi ancora più importanti da pagamenti a singhiozzo degli stipendi, liquidati nell’ultimo anno quasi sempre in due soluzioni» scrive il cdr in una nota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assemblea dei redattori «ritiene inaccettabili e illegittimi questi licenziamenti, oltre che lacunosa e scarsamente motivata la stessa procedura avviata dall&#8217;azienda. L&#8217;annuncio dei licenziamenti, arrivato una settimana esatta dopo la fine del contratto di solidarietà, giunge tra l&#8217;altro dopo un grave atto ostile da parte dell&#8217;azienda che, a fine agosto, ha citato i componenti del cdr in un procedimento di mediazione con l&#8217;accusa di diffamazione per una nota pubblicata a fine luglio sul sito della Slc Cgil e mai uscita sui notiziari o sul sito dell&#8217;agenzia Dire» aggiunge il comitato di redazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assemblea dei redattori della Dire «chiede il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e dell&#8217;azione legale nei confronti della propria rappresentanza sindacale, proclama lo stato di agitazione sindacale e una giornata di sciopero dei redattori per domani, mercoledì 27 settembre. L&#8217;assemblea affida inoltre al cdr un pacchetto di sciopero di cinque giorni, da utilizzare nell&#8217;ambito della trattativa e qualora l’azienda non dovesse accogliere, nel primo incontro, tali richieste». I redattori della Dire hanno deliberato anche lo sciopero delle firme.</p>
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		<title>La Regione non scarichi sull&#039;Asva le sue scelte sugli appalti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2021 13:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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Da noi nessun avallo formale sull'affidamento dei servizi di informazione giornalistica a mezzo agenzia di stampa in favore della giunta



Abbiamo ascoltato con non]]></description>
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<h4 class="wp-block-heading">Da noi nessun avallo formale sull&#8217;affidamento dei servizi di informazione giornalistica a mezzo agenzia di stampa in favore della giunta</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo ascoltato con non poco disappunto la discussione, svoltasi durante l&#8217;ultimo Consiglio regionale, di un&#8217;interpellanza presentata dai consiglieri della Lega Stefano Aggravi e Paolo Sammaritani relativa alla procedura per l&#8217;affidamento dei servizi di informazione giornalistica a mezzo agenzia di stampa in favore della giunta, recentemente espletata. Disappunto in particolare per le dichiarazioni del presidente della Regione Erik Lavevaz secondo cui «il responsabile della procedura di gara ha ritenuto altresì di richiedere un parere al sindacato unitario dei giornalisti della Valle d’Aosta Associazione Stampa Valdostana al fine di verificare la corretta applicazione del trattamento economico minimo previsto dal contratto nazionale di lavoro giornalistico e dalla risposta pervenuta dall&#8217;Asva non sono emersi elementi che deponessero per la non corretta applicazione del trattamento economico minimo previsto dal contratto giornalistico».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente Lavevaz, probabilmente mal informato dai suoi uffici, fornisce con le sue parole una ricostruzione quantomeno parziale e di certo fuorviante sul ruolo che l&#8217;Asva ha ricoperto nell&#8217;ambito della suddetta procedura di gara. L&#8217;Asva, sollecitata dalle strutture della presidenza della Regione a fornire un «parere a titolo gratuito sull&#8217;applicazione del trattamento economico minimo previsto dal contratto nazionale di lavoro giornalistico», ha sì fornito una lettera di risposta, datata 15 aprile 2021 e redatta con la supervisione della Federazione nazionale della stampa italiana, il cui senso è tuttavia completamente diverso da quello riportato in Consiglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La doverosa premessa è che il sindacato non intende prendere una parte o l&#8217;altra nell&#8217;ambito di una gara controversa che, tra l&#8217;altro, sta già avendo strascichi che riguardano la giustizia amministrativa. Allo stesso modo, di fronte alla richiesta di un nostro parere, l&#8217;Asva ha evidenziato nella sua lettera di risposta del 15 aprile che pur «ringraziando la Regione per aver voluto tenere conto» del nostro punto di vista, «sarebbe stato più opportuno richiedere una consulenza del sindacato regionale preliminarmente alla stesura del bando e del capitolato poiché nella fase attuale la vostra richiesta di un parere rischia di esporci alle critiche e alla eventuale delusione dei colleghi che avendo firmato quegli impegni all&#8217;assunzione, potrebbero essere privati di tale chance per effetto di una nostra, seppur doverosa e legittima, presa di posizione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la «verifica della corretta applicazione del trattamento economico minimo previsto dal contratto nazionale di lavoro giornalistico», pare poco corretto affermare, come ha fatto il presidente Lavevaz, che dalla «risposta pervenuta dall&#8217;Asva non sono emersi elementi che deponessero per la non corretta applicazione». Semplicemente perché nella nostra lettera del 15 aprile abbiamo chiarito che «l&#8217;Asva non può che limitarsi a invitarvi a fare riferimento al tabellario contenuto nel contratto nazionale di lavoro giornalistico», senza esprimere un giudizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che il presidente non dice, invece, è che l&#8217;Asva ha sollevato diverse questioni sulle quali da parte della Regione vi è stato un silenzio tombale. Nella lettera del 15 aprile, l&#8217;Asva ha evidenziato che «a fronte di un appalto a base d&#8217;asta di circa 14.000 euro di media al mese, seppur soggetti a ribasso, sono state presentate offerte da parte di una agenzia che si impegna ad assumere 2 giornalisti a temine per la durata dell&#8217;appalto (24 mesi), inquadrandoli come &#8220;Collaboratori fissi ex articolo 2 Cnlg Fnsi-Fieg&#8221; e quindi con una retribuzione per entrambi di poco meno di 3.000 euro al mese, con un margine per la proponente pari a più del doppio della spesa della forza lavoro, con dubbi su possibili profili di danno erariale per la Regione che potrebbe incorrere nella violazione del principio di economicità della Pubblica amministrazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, nella stessa lettera, è stato sottolineato che «da un punto di vista sindacale e contrattuale appare evidente una sproporzione tra l&#8217;inquadramento ex articolo 2 Cnlg (che norma i &#8220;collaboratori fissi&#8221;) e le caratteristiche del servizio richiesto dal capitolato di gara che nell&#8217;articolo 3 richiede ben 6 diverse tipologie di produzione editoriale. Stante tutto quanto sinora evidenziato, a parere dell&#8217;Asva l&#8217;inquadramento minimo da richiedere all&#8217;eventuale agenzia di stampa che si aggiudicherà l&#8217;appalto per le risorse da adibire &#8220;in una apposita sede in Valle d&#8217;Aosta&#8221; (come da ultimo capoverso dell&#8217;articolo 2 del capitolato) non potrà che essere quello del «redattore ordinario ex articolo 1 del Cnlg Fnsi-Fieg&#8221;, la cui retribuzione lorda è pari a circa 38.500 euro. Si rammenta in questo senso che l&#8217;articolo 2 Cnlg non prevede obbligo di presenza redazionale né vincoli di orario, laddove il disciplinare di gara (punto 15.3 capoverso b) richiede &#8220;una sede in Valle d&#8217;Aosta, con almeno 2 giornalisti a tempo esclusivo e a tempo pieno&#8221;».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla scorta di tutto ciò, l&#8217;Asva giudica altamente scorretto il tentativo di scaricare sul sindacato dei giornalisti le scelte assunte dagli uffici regionali in merito all&#8217;affidamento dei servizi di informazione giornalistica a mezzo agenzia di stampa in favore della giunta, facendo immaginare un nostro avallo che, come dimostra quanto qui riportato, non c&#8217;è mai stato. A ognuno le proprie responsabilità.</p>
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		<title>I giornalisti dell&#039;Ansa contrari a nuovi tagli: 48 ore di sciopero. La solidarietà della Fnsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 10:03:29 +0000</pubDate>
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L'assemblea dei giornalisti dell'agenzia Ansa ritiene «irricevibile» il piano di tagli agli stipendi dei redattori e alle collaborazioni ipotizzato dall'azienda, per recuperare i minori]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assemblea dei giornalisti dell&#8217;agenzia Ansa ritiene «<em>irricevibile</em>» il piano di tagli agli stipendi dei redattori e alle collaborazioni ipotizzato dall&#8217;azienda, per recuperare i minori ricavi legati all&#8217;emergenza sanitaria per il nuovo coronavirus. Lo scrive in una nota, con cui proclama 48 ore di sciopero a partire dalle 7 di venerdì 15 maggio. L&#8217;Ansa è l&#8217;unica agenzia di stampa nazionale ad avere una sede di corrispondenza anche in Valle d&#8217;Aosta. Chiede solidarietà al governo, al Parlamento e alla società civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pubblichiamo di seguito la nota dell&#8217;assemblea e la solidarietà della Fnsi ai colleghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>L&#8217;assemblea dei giornalisti dell&#8217;Ansa ritiene irricevibile il piano prospettato dall&#8217;azienda per recuperare gli ipotizzati minori ricavi legati all&#8217;emergenza sanitaria Covid-19. Le misure avanzate comprometterebbero gravemente la capacità dell&#8217;Ansa di assicurare un notiziario qualitativamente e quantitativamente adeguato alle esigenze del Paese in un momento in cui il ruolo dell’informazione è quanto mai essenziale. Un indebolimento, quello prospettato, che pare ancora più inconcepibile alla luce del riconoscimento della funzione che la politica tutta e le istituzioni hanno tributato all&#8217;Ansa in questa fase drammatica del Paese, nella quale il lavoro della redazione, che ha operato in smart working in assenza di dotazioni tecnologiche adeguate, è stato unanimemente ritenuto indispensabile nella lotta alle </em>fake news.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;ennesima volta l&#8217;azienda intende raggiungere il pareggio dei conti scaricando i costi sui redattori e ancor peggio sui collaboratori e sui precari dell&#8217;agenzia, privati non solo di prospettive, ma anche di una retribuzione dignitosa, con la pretesa, inoltre, di raggiungere l&#8217;obiettivo entro il 2020. Con queste premesse si ritiene impossibile qualsiasi confronto con l&#8217;azienda, confronto che sarebbe ipotizzabile solo sulla base di una prospettiva di rilancio con una conseguente riorganizzazione del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La redazione negli ultimi 15 anni ha subito progressivi tagli di organico e sacrifici economici che hanno compromesso il futuro dell&#8217;agenzia, rendendo così palese che l&#8217;assetto proprietario, immaginato 75 anni fa per garantire al Paese una fonte di notizie imparziale e indipendente, è ormai del tutto inadeguato ai tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giornalisti dell&#8217;Ansa chiedono all&#8217;azienda un piano industriale e rivolgono un appello al governo, al Parlamento, alla società civile e a tutte le forze democratiche, con cui proseguiranno un serrato confronto, perché facciano sentire la loro voce affinché si impediscano scelte che metterebbero a rischio uno dei principali pilastri del sistema informativo nazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assemblea dei redattori dell&#8217;Ansa indice uno sciopero di 48 ore a partire dalle 7 di venerdì 15 maggio, proclama lo stato di agitazione e invita le redazioni a riunirsi subito dopo l’assemblea per definire possibili iniziative a sostegno dell’attività sindacale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assemblea affida al cdr un pacchetto di ulteriori 10 giorni di sciopero e lo sollecita ad avviare una azione che porti all&#8217;esterno la vertenza dell&#8217;Ansa attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica e dei nostri lettori».​</p>



<h4 class="wp-block-heading">La solidarietà della Fnsi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>La Federazione nazionale della stampa italiana è al fianco dei colleghi dell&#8217;Ansa e sostiene le ragioni del loro sciopero</em> &#8211; dice Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi -. <em>È singolare che, nelle stesse ore in cui il governo ha trovato le risorse per prorogare le convenzioni con le agenzie di stampa, l&#8217;azienda abbia annunciato un piano lacrime e sangue che, oltre a penalizzare la redazione e i collaboratori, rischia di pregiudicare la qualità e la quantità di informazione che l&#8217;agenzia è tenuta ad assicurare proprio in forza dei contratti stipulati con lo Stato</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lorusso aggiunge: «<em>Le misure annunciate dall&#8217;azienda sembrano sproporzionate rispetto alle pur innegabili criticità create dalla crisi degli ultimi due mesi. Nella fase eccezionale che il Paese sta ancora vivendo, i giornalisti italiani stanno dimostrando grande senso di responsabilità, lavorando spesso in condizioni di difficoltà. È necessario che anche le aziende facciano la loro parte, puntando, anche grazie al sostegno del governo, a potenziare e arricchire l&#8217;offerta informativa su tutte le piattaforme, senza ragionare in termini di tagli indiscriminati del costo e dei posti di lavoro</em>».</p>
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		<title>L&#039;agenzia Ansa in sciopero fino a venerdì 1° giugno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2007 14:12:00 +0000</pubDate>
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Preoccupazione e disappunto per le dichiarazioni rilasciate dal presidente Boris Biancheri a Report



Il comitato di redazione dell'Ansa ha proclamato uno sciopero dei redattori]]></description>
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<h4 class="wp-block-heading">Preoccupazione e disappunto per le dichiarazioni rilasciate dal presidente Boris Biancheri a Report</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il comitato di redazione dell&#8217;Ansa ha proclamato uno sciopero dei redattori dell&#8217;agenzia dalle 15,00 di oggi alle 7,00 di venerdì 1° giugno. L&#8217;organismo sindacale ha diffuso il seguente comunicato:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cdr dell&#8217;Ansa esprime sconcerto, disappunto e preoccupazione per le dichiarazioni del presidente Boris Biancheri sui giornalisti dell&#8217;Ansa, sullo stato occupazionale dell&#8217;agenzia e sul contratto di lavoro dell&#8217;intera categoria. Dichiarazioni che appaiono tanto più allarmanti perché, alla vigilia della presentazione di un piano di riorientamento dell&#8217;Ansa, lasciano presagire in presenza di risposte già insoddisfacenti e dilatorie sul tema del turn over, un consistente taglio dell&#8217;occupazione del 15 per cento del personale giornalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cdr ritiene che una trasmissione televisiva sia una sede impropria, che le dichiarazioni del presidente dell&#8217;Ansa, che è anche presidente della Fieg, siano inaccettabili nella loro estemporaneità, criticabili nel merito e incompatibili con un clima di relazioni sindacali corrette. Il comitato di redazione proclama uno sciopero immediato dei giornalisti dell&#8217;Ansa dalle 15,00 di lunedì 28 maggio alle 7,00 di venerdì 1° giugno.</p>
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		<title>Agenzie di stampa, assetti futuri e occupazione: Fnsi e cdr chiedono un incontro a governo e Fieg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 06:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalla Fnsi]]></category>
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					<description><![CDATA[
Necessario in tempi brevi un confronto su prospettive del settore



«La Fnsi e il coordinamento nazionale dei comitati di redazione delle agenzie di stampa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Necessario in tempi brevi un confronto su prospettive del settore</h4>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>La Fnsi e il coordinamento nazionale dei comitati di redazione delle agenzie di stampa, riuniti oggi a Roma, ritengono necessario in tempi brevi un confronto con il governo e con gli editori, nella loro rappresentanza imprenditoriale, sulle prospettive del settore. A questo scopo reputano necessario un incontro con il sottosegretario all&#8217;Editoria, sui cui tavoli sono presenti ipotesi di revisione dei rapporti con il sistema pubblico, su cui dovrà essere misurata però la volontà di promozione e di investimento in nuovi modelli di sviluppo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La riqualificazione dei contratti pubblici di servizio, che alimenta buona parte dei conti delle agenzie, non può andare a discapito del pluralismo dell’informazione – che nelle agenzie stesse ha una radice primaria in quanto orienta il corso interpretativo delle notizie e dei fatti – né dell’occupazione professionale. I tagli annunciati in &#8220;linea di contenimento e recupero&#8221; dal sottosegretario all&#8217;Editoria, Lotti, sulle iniziali previsioni più negative, insieme con l’avviso di un nuovo quadro di indirizzi entro il prossimo mese di marzo, sono una condizione utile per una valutazione responsabile delle cose da fare.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I segnali del governo preannunciati in direzione di un piano di riforma delle convenzioni con queste imprese editoriali necessitano – come del resto ha detto il 23 dicembre scorso il presidente del Consiglio, Matteo Renzi – della &#8220;massima concertazione e del massimo coinvolgimento&#8221;. Il neonato coordinamento nazionale dei comitati di redazione delle agenzie di stampa in seno alla Fnsi è impegnato, in una linea di continuità a ragionare attentamente su processi di riorganizzazione e riforma che tengano conto della pluralità delle esperienze, della qualità e della quantità del lavoro professionale, di standard adeguati di occupazione regolare e delle progettualità innovative. Operare con chiarezza e responsabilità è un imperativo per tutti e nessuna parte potrà essere tenuta fuori da questo processo. Alla Fieg, inoltre, con il coordinamento dei cdr delle agenzie di stampa chiede un confronto di quadro e sviluppo prospettico del sistema agenzie in relazione ai modelli editoriali, di business, di assetto e di organizzazione economica e professionale</em>».  </p>
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